Non sapevo che un giorno sarebbe diventata la madrina di mia figlia

Ci sono persone che incontri e sai già dove collocarle.

Una collega. Una conoscenza. Una persona con cui condividi un progetto. Un contatto.

Poi ce ne sono altre per cui, all'inizio, non hai una definizione.

Entrano nella tua vita quasi in punta di piedi e tu non hai la minima idea di quanto spazio finiranno per occupare.

Quando ho conosciuto Maskarem, non potevo sapere che un giorno sarebbe diventata la madrina di mia figlia.

Non potevo sapere che quella persona che stava entrando nella mia vita avrebbe finito per entrare anche in quella di Ginevra.

E soprattutto non potevo sapere che, anni dopo, pensando alla parola Network, avrei pensato anche a lei.

Perché alcune persone non ti aprono semplicemente una porta.

Entrano. E restano.

Vanessa Galperti con Maskarem, madrina di Ginevra, nel giorno della Cresima

Quando una relazione diventa molto più di ciò che avevi immaginato

Non puoi sapere subito quale posto avrà una persona nella tua vita

Ci sono relazioni che all'inizio sembrano avere confini semplici. Poi passa il tempo e quei confini cambiano.

Non perché tu abbia progettato che accadesse. Ma perché la presenza si accumula: conversazioni, momenti condivisi, difficoltà attraversate, piccoli gesti che mentre accadono sembrano normali e che solo dopo capisci quanto abbiano contato.

Quando hai la sensazione di aver perso tanto tempo, può venirti voglia di sapere subito dove stai andando. Io questa fretta l'ho conosciuta.

Ma alcune delle relazioni più importanti della mia vita mi hanno insegnato che non tutto deve mostrarti immediatamente la sua destinazione.

Quando incontri una persona non puoi sapere quale posto avrà nella tua storia.

E la mia storia con Maskarem ne è una prova.

Lei non ha preso per mano soltanto me

Ci sono stati momenti della mia vita in cui rialzarmi è stato difficile.

Non voglio raccontarli facendo credere che qualcuno abbia combattuto le mie battaglie al posto mio. Non sarebbe vero.

Le mie battaglie le ho combattute io. Le decisioni più difficili ho dovuto prenderle io. I giorni in cui avrei voluto mollare li ho attraversati io.

Ma questo non significa che io sia stata sempre sola.

Ed è una differenza enorme.

Maskarem è stata una di quelle persone che, nei momenti in cui io facevo più fatica a camminare, è rimasta.

Non mi ha sostituita. Non ha vissuto al posto mio. Non ha risolto magicamente ciò che non funzionava.

Mi è stata accanto mentre cercavo di rimettere insieme i pezzi.

E c'è una cosa che per me conta ancora di più.

Non ha preso per mano soltanto me.

Ha preso per mano anche Ginevra.

Quando sei una madre, questo cambia tutto.

Perché puoi voler bene a me, puoi sostenermi, puoi ascoltarmi. Ma quando qualcuno riesce a vedere anche tua figlia, a volerle bene e a diventare una presenza vera nella sua vita, quella relazione assume un significato completamente diverso.

A un certo punto non era più soltanto una persona della mia vita

Ci sono legami che non hanno bisogno di una data precisa per cambiare nome.

Non c'è necessariamente un giorno in cui ti svegli e dici: “Da oggi questa persona è famiglia.”

Succede piano.

Attraverso le telefonate. Le conversazioni. I momenti belli. Quelli terribili. Le presenze che sembrano piccole e invece, quando le metti tutte insieme, raccontano qualcosa di enorme.

Succede quando una persona continua a esserci anche quando non sei brillante, quando non hai risultati da mostrare, quando non sei quella versione di te che vorresti far vedere al mondo.

Quando sei semplicemente tu.

Con le tue paure, le tue contraddizioni, le tue cadute e i tuoi tentativi di ricominciare.

È lì che capisci la differenza tra qualcuno che è passato nella tua vita e qualcuno che, invece, ha cominciato a farne parte.

Poi è diventata la madrina di mia figlia

La parola “madrina” potrebbe sembrare semplicemente un titolo.

Per me non lo è.

Perché quando scegli una persona per un ruolo così importante nella vita di tua figlia, non stai consegnando un'etichetta.

Stai dicendo qualcosa.

“Io ti riconosco un posto nella nostra vita.”

E forse la cosa più bella è che quel posto non nasce nel momento in cui pronunci quelle parole.

Esisteva già.

La scelta arriva dopo. Dopo il tempo. Dopo la fiducia. Dopo la presenza. Dopo tutto ciò che avete attraversato.

Per questo, se torno con la mente al momento in cui ho conosciuto Maskarem, mi viene quasi da sorridere.

Perché allora non potevo sapere niente di tutto questo.

Non sapevo che un giorno avrei guardato mia figlia e avrei saputo che volevo proprio lei accanto a Ginevra in quel ruolo.

Non sapevo che quella relazione sarebbe diventata parte della mia famiglia.

Non sapevo che un incontro avrebbe cambiato nome.

Forse è anche questo il Network di cui voglio parlare

Quando utilizzo la parola Network sul mio sito, non voglio raccontare soltanto una rete professionale.

Il Network in cui credo è fatto anche di lavoro, collaborazioni e possibilità. Certo che lo è.

Ma prima ancora è fatto di persone.

Persone che incontri. Persone che ascolti. Persone che ti mostrano qualcosa che ancora non avevi visto. Persone che camminano con te per un pezzo di strada.

E qualche volta persone che, quasi senza che tu te ne accorga, smettono di camminare accanto alla tua vita e cominciano a farne parte.

Maskarem per me rappresenta anche questo.

Crescere insieme non significa salvarsi a vicenda

Per molto tempo ho confuso la forza con il riuscire a fare tutto da sola.

Oggi non ci credo più.

Una relazione sana non è quella in cui uno salva l'altro.

È quella in cui puoi continuare a essere responsabile della tua vita sapendo che, accanto, esiste qualcuno che non ha bisogno di toglierti autonomia per volerti bene.

Qualcuno che può sostenerti senza decidere per te. Qualcuno che può esserci senza diventare indispensabile. Qualcuno che può camminare al tuo fianco senza chiederti di rallentare per sentirsi più importante.

È questa la crescita insieme che mi interessa.

Due persone che non si tengono ferme. Che non hanno bisogno di diventare uguali. Che possono cambiare e continuare a riconoscersi.

Alcune persone arrivano mentre stai diventando qualcun'altra

La cosa più difficile delle relazioni è che noi cambiamo.

Io certamente non sono rimasta la stessa.

Sono cambiata. Ho sbagliato. Sono caduta. Ho ricominciato. Ho avuto periodi in cui nemmeno io sapevo bene chi stessi diventando.

E quando cambi, inevitabilmente cambiano anche alcune relazioni.

Qualcuno non ti riconosce più. Qualcuno preferiva la versione di te che diceva sempre sì. Qualcuno rimane indietro. Qualcuno prende un'altra strada.

E poi ci sono persone che riescono a conoscerti più volte.

Non soltanto la Vanessa che eri quando vi siete incontrate. Anche quella che sei diventata dopo.

Credo che questo sia uno dei regali più grandi che una relazione possa fare.

Lasciarti crescere senza obbligarti a restare la persona che eri quando vi siete conosciute.

La famiglia qualche volta arriva anche dopo

Sono cresciuta pensando alla famiglia come a qualcosa che trovi già lì.

Poi la vita mi ha insegnato che esistono anche legami che costruisci.

Non sostituiscono nessuno. Non cancellano la famiglia da cui vieni. Non devono prendere il posto di qualcosa.

Semplicemente si aggiungono.

E qualche volta una persona che inizialmente non apparteneva alla tua storia diventa una delle persone a cui affidi una parte della cosa più importante che hai.

Per me, mia figlia.

Se ci penso, è enorme.

Ed è proprio per questo che oggi posso guardare indietro e vedere quanto poco sappiamo delle persone nel momento in cui le incontriamo.

Non avevo bisogno di sapere come sarebbe finita

Forse questo è ciò che la mia storia con Maskarem mi ha insegnato più di tutto.

Non avere sempre fretta di definire.

Ci sono legami che hanno bisogno soltanto di tempo per mostrarti ciò che sono diventati.

Io non sapevo che Maskarem sarebbe diventata la madrina di Ginevra.

Non sapevo quale posto avrebbe avuto nella mia vita. Non sapevo quanto avremmo condiviso. Non sapevo che un giorno avrei raccontato la nostra storia parlando di Network.

E forse è proprio questo il punto.

Non avevo bisogno di saperlo.

Oggi quando penso al Network che voglio costruire, penso anche a questo.

Non a una stanza piena di contatti.

A una vita piena di incontri veri.

Alcuni dureranno poco. Alcuni diventeranno collaborazioni. Alcuni apriranno porte.

E qualcuno, se sei fortunata, un giorno lo guarderai e penserai:

quando ti ho incontrata non sapevo ancora che saresti diventata famiglia.

Non più il momento giusto. Scelgo e costruisco la mia libertà.

Vanessa Galperti

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Scegliere te stessa non significa scegliere contro gli altri