Non devi convincere tutti: il network cresce quando impari ad ascoltare

Vanessa Galperti conversa con due donne sedute al tavolo di un caffè all’aperto.

Le relazioni non diventano più forti perché parli meglio di te, del tuo progetto o delle tue idee: diventano più forti quando l’altra persona sente che non è soltanto il pubblico della tua storia

A volte, quando vogliamo essere capiti, parliamo tantissimo.

Spieghiamo.

Raccontiamo.

Dimostriamo.

Cerchiamo le parole giuste per far vedere il valore di ciò che facciamo.

È umano.

Ma ho imparato che una relazione raramente cresce perché siamo riusciti a convincere qualcuno.

Cresce quando entrambe le persone sentono di avere spazio.

Il network non è un palco. È una conversazione.

Ascoltare non significa aspettare il proprio turno per parlare

Capita spesso.

Mentre una persona parla, noi prepariamo già la risposta.

Pensiamo a cosa diremo dopo.

Cerchiamo il punto in cui collegare la sua storia alla nostra.

Questo non è vero ascolto.

Ascoltare significa restare abbastanza a lungo dentro ciò che l’altro sta dicendo da permettergli di sorprenderti.

Le domande costruiscono più relazioni delle presentazioni perfette

“Come ci sei arrivata?”

“Che cosa ti sta occupando di più in questo periodo?”

“Qual è la parte più difficile?”

Una domanda sincera apre spazi che un discorso preparato non può aprire.

Non perché sia una tecnica. Perché comunica interesse.

Non ogni persona deve capire ciò che fai

Questa è una liberazione.

Non devi trasformare ogni incontro in un’occasione per spiegare tutto.

Non devi convincere chi non è interessato.

La tua energia vale.

Puoi raccontarti quando c’è curiosità e lasciare andare quando non c’è.

Una relazione non fallisce soltanto perché non produce immediatamente un interesse professionale.

Ascoltare ti fa vedere competenze che non conoscevi

Quando entri in una conversazione soltanto pensando a ciò che puoi offrire, rischi di non scoprire ciò che l’altro sa.

Le persone hanno esperienze, conoscenze, reti, idee.

L’ascolto allarga il tuo campo.

Puoi scoprire una soluzione, un punto di vista, perfino una strada che non avevi considerato.

La curiosità autentica si sente

Ci sono domande fatte per arrivare rapidamente a una proposta.

E domande fatte perché vuoi capire.

Le persone sentono la differenza.

Non serve fingere interesse.

Se una storia non ti interessa davvero, puoi comunque essere educata senza costruire una falsa intimità.

Autenticità significa anche non recitare la connessione.

Il bisogno di convincere spesso nasce dall’insicurezza

Quando non siamo ancora sicuri del nostro valore, vogliamo che gli altri ce lo confermino.

Se capiscono, allora forse ciò che faccio è valido.

Se non capiscono, mi sento messa in discussione.

Ma una relazione diventa pesante se deve continuamente rassicurare la nostra identità.

Posso credere nel mio progetto anche se non interessa a tutti.

Un no non è una bocciatura personale

Nel network ci saranno persone che non vorranno collaborare.

Che non avranno tempo.

Che non vedranno una corrispondenza.

Un no può significare semplicemente no a quella proposta, in quel momento.

Se lo trasformiamo in un giudizio su di noi, rischiamo di diventare insistenti o di chiuderci.

L’ascolto aiuta anche a capire quando non proporre nulla

Una buona relazione non deve sempre arrivare a una conclusione.

A volte la cosa più rispettosa è non proporre.

Capisci che non è il momento.

Che il bisogno dell’altra persona è diverso.

Che ciò che offri non è adatto.

Questo non è perdere un’opportunità. È proteggere la fiducia.

Le persone ricordano come si sono sentite

Magari non ricorderanno tutti i dettagli di ciò che hai raccontato.

Ma ricorderanno se si sono sentite ascoltate.

Se hai interrotto.

Se hai fatto una promessa e l’hai dimenticata.

Se hai usato ciò che ti hanno raccontato soltanto per vendere un’idea.

La qualità della relazione resta nella sensazione.

Non serve avere sempre una risposta

Ascoltare qualcuno può far emergere un problema che non sai risolvere.

Va bene.

Puoi dire: non lo so.

Posso informarmi.

Conosco forse qualcuno che potrebbe aiutarti.

Non devi diventare indispensabile per avere valore nella relazione.

Il silenzio fa parte della conversazione

Abbiamo paura dei momenti vuoti.

Li riempiamo subito.

Ma una pausa permette all’altro di pensare, aggiungere, dire qualcosa che forse non avrebbe detto se avessimo riempito tutto.

Il silenzio non è sempre imbarazzo. Può essere attenzione.

Ascoltare non significa essere d’accordo

Puoi capire un punto di vista e non condividerlo.

Puoi fare domande senza rinunciare alla tua posizione.

Questo rende il confronto più maturo.

L’obiettivo non è eliminare le differenze. È permettere alle differenze di esistere senza trasformare ogni dialogo in una gara.

Le relazioni migliori non richiedono una performance continua

Se ogni incontro ti sembra un esame, probabilmente stai cercando di apparire più che di connetterti.

Puoi essere preparata e professionale senza dover dimostrare sempre qualcosa.

Una relazione stabile permette anche di dire: oggi non ho una risposta brillante.

L’ascolto rende il network più utile per tutti

Quando conosci davvero le persone, sai meglio come metterle in connessione.

Sai chi potrebbe aiutare chi.

Sai quale informazione potrebbe essere utile.

La rete diventa un sistema vivo invece di una lista di contatti.

E il valore circola in più direzioni.

Non devi convincere tutti per costruire qualcosa di importante

Le persone giuste per un progetto, una collaborazione o una relazione non sono necessariamente quelle che devi trascinare.

Ci sarà curiosità reciproca.

Domande.

Tempo.

Un punto d’incontro.

Non tutto sarà facile, ma non dovrai sostenere da sola l’intero interesse.

Voglio uscire da una conversazione conoscendo un po’ di più l’altro

Questa è una regola semplice che mi piace.

Non chiedermi soltanto: sono riuscita a spiegarmi bene?

Chiedermi anche: che cosa ho capito di questa persona?

Che cosa conta per lei?

Che cosa ho ascoltato davvero?

Un network cresce quando le persone smettono di sentirsi contatti e tornano a sentirsi persone. E spesso la prima cosa che rende possibile questo passaggio non è parlare meglio: è ascoltare meglio.

Con amore e fiducia, Vanessa Galperti 💛

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Non voglio avere tutto. Voglio poter scegliere.