Tornare a fidarti delle tue decisioni dopo anni passati a dubitare di te

Vanessa seduta all’aperto con lo sguardo rivolto in lontananza, in un momento di riflessione.

Quando per molto tempo hai messo in discussione ciò che senti, ricostruire fiducia non significa diventare improvvisamente sicura di tutto: significa imparare a scegliere, verificare, correggere e restare dalla tua parte anche quando non hai garanzie

Ci sono persone che sembrano decidere in pochi secondi.

Io, invece, conosco bene quella sensazione in cui una scelta continua a girarti in testa.

La analizzi.

La riguardi.

Chiedi un parere.

Poi un altro.

Poi torni al punto di partenza.

Non perché la decisione sia sempre così complessa.

A volte perché non ti fidi più abbastanza della persona che deve prenderla: tu.

Quando per molto tempo hai dubitato di ciò che senti, oppure hai imparato a cercare conferme fuori prima di muoverti, scegliere può diventare faticosissimo.

Ogni possibilità sembra contenere una trappola.

Ogni errore passato torna come prova del fatto che potresti sbagliare ancora.

E così inizi a cercare una certezza che nessuna decisione importante può offrirti.

Io credo che tornare a fidarti di te non significhi sapere sempre cosa fare.

Significhi sapere che, qualunque scelta tu faccia con consapevolezza, potrai continuare a stare dalla tua parte anche se dovrai correggerla.

La fiducia nelle proprie decisioni può consumarsi lentamente

Non sempre c’è un momento preciso.

Può succedere dopo una scelta andata male.

Dopo anni in cui qualcuno ha messo in dubbio ciò che sentivi.

Dopo molte volte in cui hai chiesto conferma prima di agire.

Dopo esserti abituata a pensare che gli altri ne sappiano più di te sulla tua stessa vita.

A un certo punto non chiedi più consiglio per avere informazioni.

Lo chiedi per ottenere il permesso di scegliere.

Ed è lì che il rapporto con te stessa cambia.

Aver sbagliato una volta non ti rende una cattiva decisore

Tutti prendiamo decisioni che, con ciò che sappiamo dopo, avremmo fatto diversamente.

Ma una decisione sbagliata non dimostra che sei incapace di scegliere.

Dimostra che in quel momento hai scelto con le informazioni, le emozioni, i bisogni e gli strumenti che avevi.

Puoi analizzare l’errore.

Puoi riconoscere ciò che non avevi visto.

Puoi imparare.

Ma se trasformi ogni errore in una prova contro di te, il passato non ti insegna più.

Ti paralizza.

Fidarti di te non significa ignorare i consigli

Questa distinzione è fondamentale.

Non voglio una fiducia che diventa chiusura.

Puoi chiedere un parere.

Informarti.

Ascoltare chi ha esperienza.

Confrontarti con una persona che vede qualcosa che tu non stai vedendo.

La differenza è ciò che succede dopo.

Il consiglio entra nella tua decisione oppure la sostituisce?

Lo usi come informazione o come autorizzazione?

Le persone possono aiutarti a vedere meglio.

Ma alla fine sei tu che devi vivere dentro quella scelta.

Cerca fatti prima di cercare rassicurazioni

Quando hai paura di scegliere, potresti fare la stessa domanda a dieci persone sperando che almeno una ti dia la risposta che vuoi sentire.

Ma la rassicurazione dura poco.

Poi nasce un nuovo dubbio.

Prova a spostare la ricerca.

Quali fatti mi mancano?

Quali conseguenze posso prevedere?

Che cosa posso verificare?

Quale rischio è reale e quale sto soltanto immaginando?

Le informazioni non eliminano l’incertezza.

La rendono più leggibile.

Non tutte le decisioni meritano lo stesso peso

Se tratti ogni scelta come se decidesse il resto della tua vita, ti esaurisci.

Che cosa mangio?

Quale giorno scelgo?

Rispondo ora o dopo?

Accetto questo piccolo impegno?

Alcune decisioni sono reversibili.

Puoi provare.

Cambiare.

Correggere.

Riservare tutta la tua energia mentale alle scelte irreversibili o ad alto impatto rende la vita molto più respirabile.

Chiediti se la scelta è reversibile

Questa domanda mi piace perché ridimensiona molte paure.

Se provo questa strada per un mese, posso tornare indietro?

Se dico sì, posso rivedere l’accordo?

Se inizio, posso fermarmi?

Se la risposta è sì, forse non hai bisogno di una certezza assoluta.

Hai bisogno di un primo test abbastanza sicuro.

Molte decisioni diventano più leggere quando smetti di trattarle come sentenze definitive.

La scelta perfetta non esiste

Vorremmo una decisione senza perdita.

Una strada in cui guadagniamo tutto e non rinunciamo a niente.

Ma scegliere significa anche lasciare qualcosa fuori.

Tempo.

Un’altra opportunità.

Una sicurezza.

Una versione possibile del futuro.

Se aspetti la scelta in cui non esiste nessun costo, potresti aspettare per sempre.

La domanda non è sempre “qual è la scelta perfetta?”.

A volte è: quale costo sono disposta a sostenere per ciò che conta davvero?

Il corpo può darti segnali, ma non è un oracolo

A volte diciamo “ascolta la pancia”.

Può essere utile.

Il corpo registra tensioni, entusiasmo, resistenze.

Ma una sensazione fisica può anche nascere dalla paura del nuovo, non dal fatto che una strada sia sbagliata.

Per questo io preferisco integrare.

Che cosa sento?

Che cosa so?

Che cosa temo?

Che cosa desidero?

Che cosa dicono i fatti?

La fiducia non nasce dall’obbedire a un unico segnale.

Nasce dal mettere insieme più livelli.

Scrivi perché stai scegliendo

Quando una decisione è importante, prova a lasciare una traccia.

Perché sto scegliendo questo?

Che cosa spero di proteggere?

Quali informazioni ho oggi?

Quali rischi sto accettando?

Tra qualche mese, se dovrai rivederla, potrai ricordare la te che ha scelto senza giudicarla soltanto dal risultato.

Una decisione può essere ragionevole anche se l’esito non è quello sperato.

Il risultato non decide da solo se la scelta era buona

Questa è una trappola enorme.

Se va bene, penso di aver scelto bene.

Se va male, penso di aver sbagliato.

Ma non sempre funziona così.

Puoi prendere una decisione molto sensata e incontrare un imprevisto.

Puoi fare una scelta rischiosa e avere fortuna.

Valutare soltanto l’esito ci insegna poco.

Guarda anche il processo.

Avevi informazioni sufficienti?

Hai considerato le conseguenze?

Hai ignorato segnali importanti?

Hai scelto secondo i tuoi valori?

È così che migliori la capacità di decidere.

Smetti di chiedere agli altri di garantirti che non te ne pentirai

Nessuno può farlo.

Una persona può dirti cosa farebbe lei.

Può darti dati.

Può raccontarti la propria esperienza.

Ma non può garantirti che non proverai mai rimpianto.

Cercare quella garanzia consegna agli altri un compito impossibile e a te impedisce di assumerti la libertà della scelta.

La fiducia cresce con decisioni piccole mantenute

Non devi partire dal cambiamento più grande della tua vita.

Puoi allenarti.

Scegliere un confine e rispettarlo.

Decidere come usare un’ora.

Scegliere una piccola spesa consapevole.

Prendere una decisione senza raccontarla subito a cinque persone.

Osservare come ti senti.

Ogni volta che scegli e resti presente nella conseguenza, costruisci esperienza.

La fiducia non arriva tutta prima dell’azione.

Una parte nasce proprio dopo aver agito.

Puoi cambiare decisione senza tradirti

Questa frase è fondamentale.

A volte manteniamo una scelta sbagliata soltanto per dimostrare che eravamo sicure.

Ma correggere non annulla la fiducia.

Può essere una sua espressione.

Hai nuove informazioni.

Le condizioni sono cambiate.

Hai capito qualcosa che prima non vedevi.

Puoi dire: con ciò che so oggi, scelgo diversamente.

Essere coerenti non significa restare attaccate per sempre a una decisione vecchia.

La paura del giudizio rende ogni scelta più pesante

Se pensi che, in caso di errore, qualcuno dirà “te l’avevo detto”, non stai gestendo soltanto la decisione.

Stai gestendo anche la paura dell’umiliazione.

Prova a separare.

Qual è il rischio reale della scelta?

E qual è il rischio sociale, cioè ciò che temo penseranno gli altri?

Sono due costi diversi.

A volte scoprirai che ciò che ti blocca di più non è fallire.

È essere vista mentre correggi.

Non raccontare ogni scelta prima che abbia il tempo di diventare tua

Ci sono decisioni fragili all’inizio.

Se le esponi subito a dieci opinioni, rischiano di perdersi prima che tu abbia capito cosa senti davvero.

Puoi concederti un tempo privato.

Pensare.

Informarti.

Scrivere.

Poi scegliere con chi confrontarti.

Non ogni pensiero ha bisogno di diventare immediatamente un sondaggio.

Impara a distinguere paura e incompatibilità

Una strada nuova può spaventarti ed essere comunque adatta.

Una strada conosciuta può tranquillizzarti ed essere ormai troppo stretta.

La paura non è sempre un no.

La calma non è sempre un sì.

Chiediti: se avessi meno paura, questa possibilità mi interesserebbe ancora?

E se nessuno mi giudicasse, che cosa sceglierei?

Sono domande che possono togliere rumore.

Una decisione può essere giusta per oggi senza dover esserlo per sempre

Questo alleggerisce moltissimo.

Possiamo scegliere per una stagione.

Per sei mesi.

Per questa fase.

Non ogni scelta deve definire tutta la nostra identità futura.

Puoi dire: oggi, con la vita che ho e la persona che sono, questa è la direzione più coerente.

Domani potrai rivederla.

La fiducia vera include la possibilità di sbagliare

Se ti fidi di te soltanto quando sei certa di avere ragione, non è fiducia.

È bisogno di garanzia.

Fidarti significa sapere che puoi sbagliare e non abbandonarti per questo.

Puoi dire: ho scelto con cura. Non è andata come speravo. Adesso guardo cosa ho imparato e scelgo di nuovo.

Questa è una fiducia molto più solida della perfezione.

Torna a essere la persona che consulta, non quella che chiede permesso

Puoi circondarti di persone intelligenti.

Esperti.

Amici.

Professionisti.

Ascolta.

Prendi appunti.

Fai domande.

Ma poi torna a te.

Che cosa ha senso nella mia vita?

Quale conseguenza posso sostenere?

Quale strada mi somiglia?

La tua voce non deve essere l’unica.

Deve però essere presente.

Non devi sentirti sicura per iniziare a fidarti di te

Forse questa è la parte più importante.

Aspettare di sentirti completamente sicura significa chiedere alla fiducia di arrivare prima di ogni prova.

Ma la fiducia si costruisce anche mentre scegli.

Decidi.

Osservi.

Correggi.

Impari.

E soprattutto smetti di trattarti come una persona da cui devi proteggerti.

Se per anni hai dubitato di te, non devi diventare improvvisamente infallibile.

Devi iniziare a costruire un rapporto nuovo con le tue decisioni.

Uno in cui puoi ascoltare gli altri senza scomparire.

Uno in cui puoi sbagliare senza insultarti.

Uno in cui puoi correggere senza pensare di aver fallito.

Perché fidarti di te non significa prometterti che sceglierai sempre bene.

Significa prometterti che, qualsiasi cosa scoprirai lungo la strada, non smetterai di ascoltarti e di scegliere di nuovo.

Con amore e fiducia, Vanessa Galperti ​

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