Il piacere del caffè al risveglio
Il caffè del mattino può diventare molto più di un’abitudine: un piccolo rito per tornare a te
Ci sono abitudini che nascono quasi per caso.
E poi, senza che tu te ne accorga, diventano il punto più importante della tua giornata.
Per me è successo con il caffè.
Se qualcuno mi avesse conosciuta qualche anno fa, probabilmente non ci crederebbe.
Sono sempre stata una dormigliona.
Se potevo dormire dieci minuti in più, lo facevo senza pensarci due volte.
Oggi, invece, succede l'esatto contrario.
Metto la sveglia anche mezz'ora prima.
Non perché abbia più cose da fare.
Ma perché non voglio rinunciare a quel momento.
Preferisco dormire un po' meno.
Preferisco andare a letto prima la sera.
Ma quel tempo è diventato sacro.
È il primo appuntamento della mia giornata.
Ed è con me stessa.
Tutto è iniziato davanti al mare
Abitavo ancora a Imperia.
Ogni mattina preparavo il mio caffè.
Aprivo la porta del terrazzo.
E mi sedevo davanti al mare.
Lo stesso mare che avevo sognato per tutta la vita.
Lo stesso mare davanti al quale avevo conosciuto il dolore più grande.
Ed è una cosa che ancora oggi mi emoziona.
Perché le persone pensano che Imperia mi abbia regalato soltanto il buio.
In realtà mi ha regalato anche le rinascite più grandi.
È lì che ho iniziato ad ascoltarmi davvero.
È lì che ho iniziato a farmi domande che avevo evitato per anni.
È lì che ho scoperto che il silenzio, quando smetti di averne paura, può diventare il tuo migliore amico.
Ogni mattina quella tazza fumante tra le mani era molto più di un caffè.
Era un momento in cui il tempo sembrava fermarsi.
Davanti a me c'era il mare.
Dentro di me, lentamente, iniziava a tornare la speranza.
Prima del caffè... non parlatemi
C'è una regola che chi mi conosce bene ha imparato a rispettare.
Prima del caffè...
non parlatemi.
Può sembrare una battuta.
In realtà è una delle cose più serie della mia giornata.
Non voglio telefonate.
Non voglio domande.
Non voglio richieste.
Non voglio iniziare la giornata risolvendo i problemi del mondo.
Perché quel tempo appartiene a me.
Per anni ho vissuto dando la priorità a tutto e a tutti.
Oggi ho imparato che, se voglio essere davvero presente per gli altri, devo iniziare la giornata essendo presente per me stessa.
Quel caffè non serve a svegliarmi.
Serve a ritrovarmi.
È il momento in cui ascolto come sto davvero.
In cui capisco se sto portando un peso troppo grande.
In cui scelgo con quale energia voglio affrontare la giornata.
È il momento in cui incontro Vanessa.
E nessuno dovrebbe disturbare un incontro così importante.
Il silenzio mi ha insegnato più di tante parole
All'inizio quel silenzio mi faceva paura.
Ero abituata al rumore.
Alla televisione accesa.
Al telefono.
Alle notifiche.
Alle cose da fare.
Quando rimanevo sola con i miei pensieri, non sempre mi piaceva quello che trovavo.
Ma è stato proprio lì che è iniziato il cambiamento.
Perché quando smetti di scappare da te stessa, inizi finalmente a conoscerti.
Ho imparato ad ascoltare le mie paure.
A dare un nome alle emozioni.
A capire quando qualcosa non andava.
A riconoscere ciò che mi faceva stare bene.
Quel terrazzo è diventato il luogo in cui, giorno dopo giorno, ho ricominciato a costruire il rapporto più importante della mia vita.
Quello con me stessa.
Da una tazza di caffè sono nati nuovi sogni
È proprio durante quei momenti che qualcosa ha iniziato a cambiare.
All'inizio restavo semplicemente lì.
Guardavo il mare.
Respiravo.
Poi ho iniziato a portare con me un libro.
Ricordo ancora il primo.
"Il segreto più strano".
Lo avevo iniziato a leggere seduta sugli scogli di Imperia, mentre Ginevra giocava nel mare.
Quell'estate finì.
Ma il mio rituale continuò.
Ogni mattina.
Un caffè.
Qualche pagina.
Un pensiero.
Una domanda.
Con il tempo non leggevo più solo per imparare.
Leggevo per capire meglio me stessa.
Quelle pagine non hanno cambiato la mia vita da un giorno all'altro.
Hanno cambiato il mio modo di pensare.
E, quando cambia il modo di pensare, lentamente cambia anche il modo di vivere.
Il tempo che dedico a me non è egoismo
Per anni mi sono sentita quasi in colpa.
Pensavo che dedicare mezz'ora a me stessa fosse un lusso.
O addirittura un gesto egoista.
Oggi la penso esattamente al contrario.
Quella mezz'ora è il regalo più grande che posso farmi.
E forse ho imparato ad amarlo così tanto proprio nei giorni più difficili.
Perché ci sono stati momenti in cui quella tazza calda tra le mani è stata quasi una carezza.
Nei giorni in cui mi sentivo sola, nei giorni in cui avrei avuto bisogno di un abbraccio, quel piccolo gesto era il mio modo per dirmi:
“Ci sono. Anche oggi ci sono per me.”
Ed è forse da lì che ho iniziato a capire una cosa importante: prendersi cura di sé non significa aspettare che qualcuno venga a salvarci.
A volte significa imparare, poco alla volta, a diventare un posto sicuro anche per noi stesse.
Perché una donna che si ascolta riesce ad ascoltare meglio anche gli altri.
Una mamma che si concede il tempo di respirare sarà più presente per sua figlia.
Una persona che inizia la giornata con calma affronta il caos con una forza diversa.
Quel tempo non lo tolgo a nessuno.
Lo regalo a me.
E, proprio per questo, poi riesco a donare una parte migliore di me alle persone che amo.
Il mio vero rituale
Molti pensano che il mio rituale sia il caffè.
In realtà il caffè è soltanto l'inizio.
Il vero rituale è quel dialogo che ogni mattina ho con me stessa.
È chiedermi come sto.
È ascoltare i miei pensieri prima che vengano coperti dal rumore della giornata.
È ricordarmi che, prima di essere mamma, figlia, collega o amica...
sono Vanessa.
E se dimentico di prendermi cura di lei, tutto il resto perde equilibrio.
Se dovessi darti un solo consiglio
Non ti direi di bere il caffè.
Nemmeno se non ti piace.
Ti direi di trovare il tuo momento.
Quel momento in cui il mondo resta fuori.
In cui non sei ancora travolta dagli impegni.
In cui puoi semplicemente chiederti:
"Come sto oggi?"
Potrebbero bastare dieci minuti.
Potrebbe essere una tazza di tè.
Una passeggiata.
Un libro.
Il silenzio.
Non importa come.
Importa che quel momento diventi tuo.
Perché la giornata cambia quando, prima di ascoltare tutti gli altri, scegli di ascoltare te stessa.
E tu? Hai un momento della giornata che appartiene solo a te? Quel momento in cui il mondo può aspettare e l'unica persona che conta sei tu?
Se ti va, raccontamelo nei commenti.
Magari il tuo rituale potrà ispirare qualcun altro a ritagliarsi, finalmente, un piccolo spazio per sé.
Continua il percorso
Se vuoi trasformare il risveglio in un momento più consapevole, leggi Il buongiorno come momento di presenza e scelta.
Se invece ami iniziare la giornata dedicando qualche minuto a te stessa, continua con Il piacere di leggere 10 pagine ogni mattina.
Vanessa Galperti 💛
